Scalzo come un penitente.
Jerciho guardava Vess chiudere beffardo la porta...
impotente.
inutile in vita che rende inutile la sua morte.
cosa è che fa vivere un uomo?
L'amore.
la speranza.
un obiettivo.
un dolore.
un progetto.
Il mediocre Jericho avrebbe risposto...Madre natura,sempre che non si fosse lanciato in approssimative spiegazioni scentifiche...sempre che avesse voglia,in quel momento di rispondere a domande esistenziali.
Le fiamme,esageratamente violente invadevano il locale.
il caricatore stava lì a prendere calore.
Jericho non sfondava porte con un calcio.
Jericho non prendeva,fulmineo,barriere occasionali in grado di difenderlo.
Jericho non riusciva a spegnere le fiamme.
Jericho non poteva sferrare colpi letali.
Jericho non schivava le pallottole.
Jericho non usciva sempre vincitore.
Non era uno di quelli.
Jericho non era un eroe.
e gli archi si potevano spezzare a prescindere da chi li impugnasse.
e,rosso,è il colore del sangue.
"PORCA"
poi le pallottole schizzarono ovunque.alcune colpirono bottiglie,altre colpirono inferiate.
Jericho,mentre le sentiva trafiggergli le carni,le contava.
Mentalmente.
Lo sguardo fisso nel vuoto.
e le gambe cedevano.
una.
nella coscia destra.
due.
sul fianco.
tre.
sul braccio sinistro.
quattro.
sull'addome.
cinque.
occhio.di striscio.
sei.
Fegato.
sette ne sarebbero arrivate.ma Jericho,la schivò cadendo a peso morto.
le fiamme intorno a lui,come curiosi,bastardi senza pietà in un incidente stradale.
Jericho lì.
si accorse solo all'ultimo che quel muro rosso contro cui stava sbattendo,
era un pavimento.
Rosso,è il colore del sangue.
Jericho chiuse gli occhi.
soffiò.
un buio accecante.
"per cosa ti ricorderanno?"