Mentre Claudia estraeva di nuovo quella folle violenza, quella pazza euforia che Mars tanto invidiava, cadde indietro.
Forse troppo scosso per ciò che vedeva, forse terrorizzato, forse in preda ad una forte sensazione di inadeguatezza.
Il suo corpo si accasciò sulla schiena, ma continuava a reagire istintivamente estraendo la pistola e piantando quattro proiettilo contro il bestione che si avvicinava.
Il suo getto di acido era schizzato qualche centimetro sopra a Mars, andando a posarsi sul pavimento dietro la sua testa; sentiva una puzza incredibile di bruciato e marcio. Sapeva che quella roba poteva essere letale, ma non voleva doverne mai appurare la certezza assoluta.
La pistola schioccò ancora e Mars allora si rivolse le stesse parole che suo padre rivolse a lui anni prima.
"Che cazzo stai facendo?"
Non si rispose, davanti al mostro come davanti a suo padre.
La voce però gli aveva fatto venire in mente la bottiglia nella sua tasca; la estrasse e la fissò per un interminabile secondo.
Perchè Claudia rischiava tutto?
Perchè lui era dietro a provare a sparare?
Perchè era tutto così...sbagliato?
Perchè nella sua vita tutto era così?
Un incubo.
Mars lasciò che delle tremolanti lacrime gli attraversassero le guance. Prese una decisione, e la molotov si accese. Come qualcosa nei suoi occhi.
Nella sua cazzo di vita tutto era andato storto. Tutto.
Adesso lui ne prendeva le redini.
Avrebbe cambiato tutto ciò che non andava.
E chi si sarebbe messo davanti a lui sarebbe rimasto bruciato. L'avrebbe bruciato vivo.
Chiunque.
Tutti.
Nessuno si sarebbe più permesso di mettersi davanti alla sua vita.
La luce nei suoi occhi si spense, e da allora fu sempre così.
Il suo sguardo, lascivo, morto, si posò sulla creatura.
Era sulla sua strada...
Fiat iū stita et pir iat mundus


Elisa, sarai sempre nei nostri cuori...riposa in pace piccina
12/07/09